Reclaim Future

Il futuro viene immaginato come uno spazio di progettazione collettiva, in cui le nuove generazioni ridefiniscono le forme della resistenza e della partecipazione. Reclaim Future è lo spazio del festival che unisce diversi eventi e interventi accomunati di guardare alle prospettive possibili e sulla progettazione di soluzioni che tengano conto dell’ambiente, della cura delle persone e della giustizia sociale. Fra gli ospiti di questa sezione, la giornalista Cecilia Sala che interverrà in “Dalle periferie al mondo: la generazione che protesta”. Al centro dell’incontro una nuova generazione che scende in piazza e prende parola ridefinendo le forme del conflitto e della partecipazione (venerdì ore 17, Firenze).

Sempre a Firenze il panel “No Planet B” (sabato 23, ore 11.30), realizzato nell’ambito del progetto Gov4greenMEd (un’iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg NEXT MED con l’obiettivo di promuovere modelli di governance inclusivi per una migliore gestione dei rifiuti urbani in tutto il Mediterraneo ),  si configura non solo come una discussione ambientale, ma come un laboratorio di giustizia climatica globale, capace di intrecciare sostenibilità e diritti umani. Il dialogo ospita il contributo internazionale di Vanessa Nakate, attivista ugandese impegnata sui temi dell’impatto climatico nel Sud globale, e di François Kamate Kasereka, attivista congolese promotore di un progetto che simbolicamente trasforma “le armi in alberi” nei territori di conflitto. Sul piano della divulgazione consapevole intervengono Alice Pomiato (@Aliceful) e Silvia Moroni (@Parlasostenibile), insieme a Chloé Bertini, che introduce il concetto di “eco-dolore”: una sofferenza intima e politica per ciò che il pianeta sta perdendo, capace di trasformare la vulnerabilità in una forza di mobilitazione collettiva.

A seguire, in collegamento con Cali, in Colombia, “Legàmi: dal quartiere al mondo” (evento in collaborazione con la Forndazione Raggio di Luce) per raccontare come le comunità possano diventare motore di cambiamento attraverso cultura, partecipazione e creatività con Davide Cerullo, nono di quattordici figli, cresciuto a Scampia, che a 14 anni guadagnava un milione di lire al giorno e a 16 ha avuto la sua prima pistola e che porterà la sua esperienza di riscatto con “L’albero delle storie di Scampia”, la onlus che vuole portare normalità in un quartiere complicato. Insieme a Cerullo, il regista e scrittore Ernesto Pagano, autore anche del documentario “Napolislam”, un punto di vista anticonformista sulla religione islamica. In questo contesto saranno presentati il podcast “Da grande” realizzato da Ernesto Pagano nell’ambito del progetto “GRANDE! Giovani stRanieri Accompagnati Nei percorsi Di InclusionE”, e i video “La pintada”  e “Sankofa” di Luisa Quiceno. Mentre i primo racconta la storia di Nicolas Guerrero (Flex) muralista e artista assassinato a Cali  in Colombia nel 2021 e la reazione della comunità di artisti  a questa ennesima violenza (definita estadillo social) che colpisce i giovani, l’arte e il futuro, il secondo racconta il lavoro fatto con le comunità afrodiscendenti nei territori di Quibdo e Cali  nell’ambito dei progetti di COSPE, Acordes de pazOur rights, Our future e Futuro rural, che lavorano con giovani attivisti e attiviste e le associazioni della società civile colombiana per facilitare e il percorso del processo di pace e riconciliazione, attraverso laboratori, formazioni, sostegno creazione di imprese sociali e socio culturali e protezione degli attivisti e delle attiviste. 

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