Il potere come pratica collettiva di trasformazione, la capacità di organizzarsi per contrastare le ingiustizie e una riflessione su femminismi e comunità queer non solo come identità, ma come forme concrete di resistenza politica contro leggi discriminatorie, modelli patriarcali e visioni oscurantiste: saranno questi alcuni dei temi al centro del Festival ReClaim a Bologna.
Ad aprire il programma dopo l’inaugurazione sarà il panel “Resistenze Queer dal Mediterraneo”, in calendario venerdì 22 alle ore 17.00 al Baumhaus, moderato da Pasquale Quaranta. L’incontro prenderà il via con la proiezione di due documentari del regista Carl Callison, Still my son e I am She/Her, che offriranno uno sguardo intenso sui temi dell’identità e dell’autodeterminazione in Sudafrica. Alla visione seguirà il collegamento con Capetown per un confronto tra attivistɜ provenienti da Tunisia, Albania e Sudafrica presenti a Bologna per un forum internazionale organizzato nell’ambito del progetto europeo DREAM.
A seguire sempre sabato 23 alle ore 16.45 con il panel “Matite Ribelli”, uno spazio in cui l’arte dell’illustrazione diventerà strumento di impegno sociale e resistenza. Protagoniste dell’incontro saranno l’illustratrice spagnola Lola Vendetta, la vignettista Anarkikka e la fumettista Sara Menetti, moderate da Claudia Fauzia. Attraverso satira, disegno e narrazione visiva, le ospiti mostreranno come l’illustrazione possa trasformarsi in uno strumento di critica e azione politica. Il panel prende vita anche in seguito all’esperienza di Raquel Riba Rossi nell’ambito del progetto NO MÁS, attivo a Cuba, dove COSPE opera per rafforzare la sinergia tra società civile e istituzioni sostenendo il diritto delle donne a decidere liberamente del proprio corpo e contribuendo alla decostruzione di culture profondamente machiste.A seguire, e per rimanere in tema, il panel “Femminismi in dialogo” approfondirà il tema dei diritti e della resistenza comunitaria, riunendo alcune voci internazionali i del femminismo contemporaneo, tra cui Anila Noor, Noura Ghazi e il collettivo di donne arabe e palestinesi Qumi. Moderate da Sabika Shak Povia. Il panel nasce anche grazie dal progetto W STAR(Women Solidarity for Building Trust And Resilience in Democracy troughout the EU), che promuove la solidarietà tra donne -incluse migranti e rifugiate- con l’obiettivo di costruire fiducia, resilienza democratica e partecipazione civile attraverso l’attivismo politico in Europa e nel Mediterraneo.