Attivista queer, antifascista e transfemminista. Attraverso la sua esperienza personale si impegna a combattere le discriminazioni di genere e la mascolinità tossica. Si definisce ARTIVISTA perché crede fortemente che l’arte, in ogni sua forma, possa essere mezzo di sensibilizzazione e rivoluzione. Vive l’arte drag, quindi, non solo come intrattenimento, ma soprattutto come impegno politico, per portare avanti battaglie sul diritto alla libertà e all’autodeterminazione di tutte e tutti. Sostiene con determinazione che la lotta alle discriminazioni debba essere intersezionale. In tutte le sue apparizioni e performance porta la kefiah, come simbolo del suo totale sostegno al popolo palestinese. Conduce il programma TV “Drag Race Italia”. Ha creato il “Dragtivism tour Italia” con il partito di sinistra Possibile, per promuovere e raccontare l’attivismo queer e l’arte drag.